PICCOZZE


Indispensabili assieme ai ramponi per la progressione su terreni nevosi o ghiacciati. Ne esistono di vari modelli, progettati secondo il tipo di utilizzo. Si differenziano per il materiale di costruzione, la forma, il peso e la lunghezza. Qui sotto sono elencate le tre categorie più diffuse, tuttava potremo trovare vari modelli di piccozze ibride.


Le piccozze da cascata sono in assoluto le piccozze più tecniche. Di forma ricurva e becca molto inclinata, fanno ampio uso di materiali tecnici e forme ergonomiche. Sono più corte( 50-55 cm.), hanno la massa battente più pesante e sono modulabili (si possono sostituire o scegliere la becca ed la spatola). Il lacciolo (dragonne) è strutturato in maniera da ripartire il peso tra mano e polso, e presenta imbottiture e regolazioni. Non sono adatte per utilizzo classico.


Le piccozze classiche sono le più robuste (ed in genere abbastanza pesanti): sono la scelta giusta per l'alpinista che ne dovrà fare un uso intensivo e chiede un prodotto affidabile. Sono realizzate in acciaio. Hanno la becca abbastanza dritta e vanno prese nelle misure da 60 a 75 cm.


Le superleggere: Lo scialpinista sceglierà probabilmente le superleggere, che, a fronte di una sicurezza più aleatoria, potrà tenerla sempre con sè anche quando si tende a razionare l'attrezzatura al minimo indispensabile. Sono realizzate in lega di alluminio, becca compresa. Questo tipo di piccozza non è adatta ad usi tecnici, tuttavia potrà andare bene per un uso saltuario o in caso di emergenza. Va generalmente presa corta per diminuire peso ed ingombro.


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