LE VIE FERRATE
Le vie ferrate (o vie attrezzate) sono dei tratti di sentiero attrezzati con scale e corrimano allo scopo di rendere transitabile ed in sicurezza la progressione. Generalmente sono tratti esposti o strapombanti, ma possono anche essere relativamente facili ma particolarmente frequentati. In ogni caso, le vie ferrate sono attrezzate in modo che, con una adeguata attrezzatura, la sua percorrenza sia resa più sicura.
Se dobbiamo praticare un sentiero di cui non conosciamo il percorso o la difficoltà, può essere che ci troveremo ad affrontare uno di questi tratti: se siamo sprovvisti di un'adeguata attrezzatura ci troveremo di fronte alla scelta se continuare il sentiero con tutti i rischi che ne conseguono, oppure tornare indietro.
L'attrezzatura per affrontare una ferrata si compone di un'imbragatura specifica ed un sistema di sicurezza: quest'ultimo può essere costruito acquistando un dissipatore di caduta, del cordino da 10,5/11 mm.(6m. circa) e due moschettoni di tipo K da ferrata. Per chi non fosse in grado di montarlo oppure avesse dei dubbi, meglio comprare il sistema già pronto: costa di più, ma siamo più sicuri. La commissione Centrale Materiali e Tecniche del Club Alpino Italiano nell'aprile del 2005 ha inoltre introdotto l'obbligatorietà dell'uso del sistema con il label "CE" per conformità alla norma EN 958 -vedi sotto-. Una volta acquistata l'attrezzatura avremo una sicurezza reale e saremo più sicuri anche psicologicamente: la porteremo sempre con noi nello zaino ed al momento opportuno si rivelerà utile.
Come indossarla? Dopo l'acquisto l'imbragatura va studiata bene anche a casa e vanno fatte diverse prove, per non trovarsi poi ad improvvisare: il sistema di sicurezza non va mai attaccato all'imbragatura con un moschettone, va usato il cordino attaccato al sistema oppure un anello di fettuccia omologata con due nodi a bocca di lupo.
I due moschettoni andranno agganciati entrambi al cavo di acciaio; nei frazionamenti li passeremo uno alla volta, in modo di essere sempre assicurati (vedi fig.)Novità introdotte dalla Commissione Centrale Materiali e Tecniche del Club Alpino Italiano.
La progressione in sicurezza su via ferrata richiede l'impiego esclusivo di materiali dotati del "label" CE che ne certifica la rispondenza alle norme europee (EN). L'attrezzatura da ferrata dovrebbe comprendere :
Un casco a norma EN;
Un'imbracatura a norma EN;
Un set di dissipazione dell'energia di caduta a norma EN;
Un anello di fettuccia cucita a norma EN;
Due moschettoni di tipo "K" (Klettersteig) a norma EN;
Molto spesso invece, acquistando separatamente i singoli elementi, vengono realizzati set da ferrata autocostruiti la cui funzionalità è dubbia, perchè andrebbe verificata con speciali attrezzature di laboratorio. Il problema fondamentale è che pur con tutta l'esperienza e l'abilità nella preparazione e nell'utilizzo del materiale alpinistico, con un set autocostruito non si ha alcuna certezza che l'accoppiamento tra i vari elementi offra le garanzie desiderate.
Fattore di Caduta.
Consideriamo prima le varie forze che vengono a crearsi in caso di caduta dell'alpinista: l'energia cinetica derivante dalla caduta, la forza di arresto e il fattore di caduta.
Un alpinista si alza da una sosta bloccata per 10 m e improvvisamente cade facendo un volo di 20 m; la lunghezza della corda in grado di assorbire l'energia cinetica sviluppatasi con la caduta, sarà di 10 m; in questo caso il Fattore di Caduta sarà
Fc = 20 : 10 = 2 con uno strappo di circa 1200 daN.
Considerando un volo su via ferrata, avremo che l'alpinista, assicurato al cavo metallico tramite una corda di 1 m, se cade farà un volo di 6 m (questa è la distanza che esiste tra un ancoraggio e l'altro) e la lunghezza della corda in grado di assorbire l'energia cinetica sviluppatasi con la caduta, sarà di 1 m; in questo caso il fattore di caduta sarà Fc = 6 : 1 = 6 con uno strappo di gran lunga superiore ai 1200 daN.
Il corpo umano non è in grado di resistere a sollecitazioni derivanti da valori di Fc superiori a "2" che generano uno strappo pari a 1200 daN.
Lo scopo del dissipatore è quello di assorbire gradualmente l'energia cinetica che il corpo acquista durante la caduta; in questo modo si riducono le sollecitazioni sull'alpinista e sugli elementi che compongono la catena di assicurazione al momento dello strappo. La norma infatti impone un valore massimo per la forza di arresto di non più di 600 daN (deca Newton);
Le prove da effettuare sul set da ferrate sono in definitiva tre ;
La prima prova che si effettua è quella dello scorrimento statico della corda nel dissipatore. Il set viene collegato a una macchina di trazione che, lentamente lo mette in tensione. In queste condizioni lo scorrimento della corda all'interno del dissipatore deve iniziare a carichi superiori a 1,2 kN (120 kg) questo per stabilire che il dissipatore permetta alla corda di scorrere con un certo attrito e non di scivolarne fuori all'improvviso.
La seconda prova riguarda il comportamento dinamico del materiale nelle condizioni di utilizzo. In pratica viene simulata la caduta di una massa di 80 kg per 5 m di caduta, collegato al dissipatore con il moschettone e 1 m di corda tra moschettone e dissipatore e 1,20 m di corda libera di scorrere nel dissipatore. La forza massima di arresto viene misurata con apposite apparecchiature, e non deve superare i 6 kN (600 kg) con uno scorrimento della corda nel dissipatore di meno di 1,15 m.
La terza prova consiste nel sollecitare staticamente solo il dissipatore sottoponendolo a trazione e non deve rompersi per carichi inferiori ai 9 kN (900 kg).
Quindi soltanto il "set da ferrata completo" che supera queste prove, ottiene il label "CE" per conformità alla norma EN 958.
In ogni caso nell'utilizzare il dissipatore di energia a norma deve sempre essere associata la corretta capacità di utilizzo dei vari materiali. La CCMT (Commissione Centrale Materiali e Tecniche) sta predisponendo, in collaborazione con la CNSASA, la pubblicazione di una dispensa specifica "La sicurezza sulle vie ferrate: materiali e tecniche" con l'obiettivo di far conoscere i materiali e le tecniche per affrontare nella massima sicurezza almeno dal punto di vista dell'attrezzatura, questi itinerari.
Articolo tratto da "Lo Scarpone" di Aprile 2005
a cura di Giuliano Bressan e Claudio Melchiorri
della Commissione Centrale Materiali e Tecniche.
Passaggio del frazionamento in ferrata
DOMANDE FREQUENTI- Perchè usare un sistema così complesso? Non si può usare un semplice cordino in vita con un moschettone?
Capita, purtroppo, di vedere molta gente che va in giro così, convinta che in caso di caduta questo sistema servi a qualcosa. Per verificare potremo noi stessi fare una prova. Prendiamo uno spezzone di cordino di 3/4 metri circa, un capo lo leghiamo in vita e l'altro lo attacchiamo ad un qualsiasi supporto sopra di noi, in modo che il cordino vada in tensione quando ci appenderemo. Poi potremo provare LENTAMENTE a piegare le gambe, in modo da rimanere sospesi con il cordino in vita. Ci riusciamo? Probabilmente no, poichè già la sola tensione causata del nostro peso tende a schiacciarci le costole. Provate ad immaginare cosa succederebbe in caso di caduta, quando su quel cordino graverà un peso di circa 500/600 kg........
- Non si può usare la più pratica imbragatura pettorale?
La risposta è come quella sopra, con la pericolosa aggravante che da alcuni viene considerata come una vera imbragatura, da usare in maniera autonoma. In caso di caduta potrebbe sfilarsi o peggio agganciarsi al collo. L'imbragatura pettorale va usata SOLTANTO abbinata ad una imbragatura bassa. Per altre informazioni clicca qui.
- Ho già un'imbragatura da arrampicata. Posso usarla anche per ferrata?
Se non portiamo con noi zaini pesanti (max 10 kg.), in linea di massima potremmo utilizzare anche l'imbragatura da arrampicata, che però potrà darci qualche fastidio a causa dell'imbottitura sui cosciali e sul cinturone; questi piccoli problemi possono essere trascurabili al punto da non giustificare il doppio acquisto. Le cose cambiano nel momento in cui porteremo degli zaini pesanti, che in caso di caduta possono farci ribaltare. In questo caso vale la pena di acquistare un imbrago pettorale da aggiungere a quello basso (che poi potremo agevolmente utilizzare anche per le vie di montagna).
- Il dissipatore è indispensabile?
Il dissipatore entra in funzione quando la corda supera i 6KN, circa 600kg di peso, quindi non con una semplice scivolata ma in tutte le cadute importanti. Nei tratti di ferrata orizzontali, quindi, potrebbe non servirci. Questo non è un buon motivo per non usarlo: siamo proprio sicuri che non affronteremo mai tratti verticali o subverticali?
- I guanti da ferrata sono indispensabili?
Teoricamente no, poichè il cavetto di acciaio che troviamo di fianco non è una liana, e noi non siamo Tarzan. Scherzi a parte, la protezione rappresentata dal cavo di acciaio non dovrebbe servire da corrimano, ma solo per attaccarci il moschettone di sicura. Sta nell'abilità dell'alpinista ignorare la presenza del cavetto come punto di presa usando invece l'equilibrio del corpo per superare i tratti esposti, aiutandosi di tanto in tanto con qualche appiglio di roccia. In definitiva: attacchiamoci i moschettoni, non le mani, a meno che non siamo proprio esausti: in questo caso, i guanti eviteranno le vesciche e le ferite dovute alla presenza di trefoli di acciaio esposti.